Chiamatelo pure Dalì Olmo

Pennellate di classe liquida direttamente dalla Spagna, via Zagabria


Daniel “Dani” Olmo Carvajal nasce nella Catalogna più profonda (Terrassa, 30 km da Barcellona) il 7 maggio del 1998. Nove anni prima, un centinaio di chilometri a nord di Terrassa, precisamente a Figueres, si spegne Salvador Dalì, anch’egli catalano, uno dei più fondamentali artisti del Novecento, in grado di cambiare il modo di dipingere ed intendere l’arte.

Dani cresce calcisticamente dapprima all’Espanyol (la seconda squadra di Barcellona), poi dal 2007 nel club Blaugrana, dove rimarrà fino al 2014. Nel periodo canterano, Olmo, diventa il capitano ed il miglior scorer delle giovanili.
Anche l’adolescenza di Dalì fu segnata dai colori del club catalano più famoso di sempre. Frequentava infatti giocatori del Barça di quegli anni: Emilio Sagi Linan detto “Sagi-Barba” e Josep Samitier su tutti, come scrive la sorella del pittore nelle sue memorie.

Con una scelta non usuale, nel 2014 Olmo decide di accasarsi alla Dinamo Zagabria. Niente Inghilterra o Italia, come molti suoi predecessori (Fabregas, Arteta, Icardi, Keità Balde, Bellerin tra gli altri). Una scelta particolare, come racconta lo stesso Olmo: a 16 anni, decide di spostarsi dalla Mecca del calcio europeo ad una periferia dell’Impero, solitamente luogo da cui le giovani promesse partono piuttosto che approdare.
Anche Salvador Dalì, più o meno alla stessa età, decise di emigrare. Ma dalla Madrid pre-franchista decise di fare il grande salto cui tutti gli artisti negli anni Venti aspiravano: Parigi, nel 1922.

Alcune giocate di Dani risultano surreali. Al limite della perfezione. Come i quadri di Salvador.
Due figure dalla personalità fuori dagli schemi che hanno deciso di stupire l’Europa ed il mondo con la loro arte e le proprie scelte. Due personaggi che hanno fatto del talento e delle decisioni controintuitive, a loro modo anticonformiste, il loro stile. Stiamo esagerando? Probabilmente sì. Il punto è che, nel caso non si fosse capito, Dani Olmo ci ha rapito il cuore. Andiamo a vedere come e perché.

La posizione

Dani Olmo può giocare un po’ ovunque, a patto che stia all’interno della trequarti offensiva.
Da questa posizione, si rivela un attaccante aggiunto ed ora vi faremo vedere perché.

I numeri

Quella di Dani Olmo, nei tre anni in prima squadra, è stata una escalation in termini di minutaggio: dagli 878’ complessivi durante la stagione 2016/2017 ai 2008’ nella stagione 2017/2018 ed i 3120’ per quanto riguarda la stagione appena passata.
Se lo scorso anno è stato quello della consacrazione (difatti in estate Olmo era stato affiancato ad una squadra come il Milan), questo primo scorcio di stagione ha ulteriormente rilanciato la crescita del giovane spagnolo. Infatti i 1651’ fin qui giocati con la maglia della Dinamo – tra campionato e Champions – hanno fatto registrare rispetto allo scorso anno una Gol Ratio superiore (da 0,32 dello scorso anno a 0,38) un assist ratio nettamente migliore (più del doppio: da 0,14 a 0,33) ed un aumento considerevole anche in fase di produzione offensiva (un tiro ed un dribbling in più ogni 90’: da 2,31 a 3,16 e da 7,7 a 8,99).

Non è mai facile inquadrare un giocatore che milita in una lega di seconda fascia, ma è sicuramente bene ricordare che Olmo gioca titolare dal febbraio del 2017, cioè da quando aveva 19 anni. Il suo esordio, addirittura, è arrivato il campionato precedente (stagione 2015/2016) ed i vari Modric, Brozovic, Mandzukic e quasi tutti i giocatori croati presenti nei maggiori campionati europei hanno militato in questa lega.
Ma se proprio non siete convinti della bravura dello spagnolo non ci resta che prendere in esame la sola Champions League (stagione 2019/20) dalle qualificazioni fino al girone con Atalanta, Shakhtar Donetsk e Manchester City.

Già. In Champions League i suoi numeri migliorano. Oltretutto, i minuti totali in Champions sono maggiori rispetto a quello giocati dallo spagnolo in campionato (965’ contro 686’) per quanto riguarda l’inizio di questa stagione. Nel girone, invece, durante le 6 gare disputate (da titolare e senza mai venire sostituito) ha messo a referto 2 gol ed 1 assist. Un dato che riguarda 579’ di impiego ma ha mostrato uno 0,31 di gol ratio (in linea con i suoi standard) e 0,16 di assist ratio (decisamente più basso rispetto al suo storico).

Cosa cambia nei numeri di Olmo tra campionato e Champions League? Prima di tutto la Usage. Dalle quasi 80 azioni in 90’ cui partecipa lo spagnolo in campionato (77,14) si passa ad un numero significativamente più basso: 65,28.
Va da sé che la Dinamo in Champions non ha la stessa forza che dimostra di avere in campionato, ed anche il modo di giocare ne risente (nonostante il 4-0 con l’Atalanta alla prima). Olmo ha dimostrato, sopratutto quest’anno, di possedere una discreta abilità nell’adattare il proprio gioco offensivo al contesto in cui viene calato.

Altro esempio può essere dato dal campionato europeo giocato da Olmo con l’under 21: un palcoscenico contro pari-età ed all’interno di una squadra partita con i favori del pronostico e che da sempre sviluppa un gioco fatto di possesso palla ed un calcio offensivo, Dani Olmo si è imposto grazie a 3 gol ed 1 assist in 4 partite. La Usage, in questo caso, ha superato le 80 azioni a cui ha preso parte durante i match (81,25 ogni 90’) ed ha limitato i suoi dribbling a una media di 7 a partita.
Questo dimostra che Olmo è in grado di cambiare il proprio modo di giocare a seconda del contesto, sfruttando sempre il suo lato migliore del gioco. Che sia esso la creazione di superiorità numerica grazie al dribbling, la capacità di servire il compagno con un assist, oppure di concludere a rete (come vedremo in seguito).

Se la scelta croata, all’epoca, è stata compiuta per il proprio futuro, possiamo dire che ad oggi ci sembra che il primo step di maturazione possa considerarsi terminato. Dani è in grado di giocare non solo il calcio imparato alla Masia, ma ha sviluppato stili di gioco più affini al tipo di collettivo in cui è inserito: un calcio votato al possesso e al dominio del pallone (la Spagna U21), una squadra tecnicamente superiore al contesto (la Dinamo versione nazionale), o abituata a giocare da sfavorita (la Dinamo versione europea).

Il tempismo

“II ragazzo si farà” cantava De Gregori, e noi questo verso lo facciamo nostro, perché ad oggi Dani è ancora un giocatore in divenire. Però la classe c’è ed è cristallina, come nel gol segnato al City che potete vedere all’inizio di questo articolo.

Ma ci sono altre finalizzazioni degne di nota. La cosa più particolare è la facilità con cui Olmo taglia e gioca con la linea difensiva, quasi fosse una prima punta.  Questo è il primo gol segnato con la nazionale maggiore spagnola arrivato alla prima convocazione, il 15 novembre 2019:

All’inizio dell’azione, Olmo è il giocatore più avanzato della Spagna ed attende a ridosso dei difensori centrali, mentre la palla viaggia verso il #10 Thiago.

 

Bastano pochi frame e, mentre il pallone si avvicina al centrocampista, Olmo – con ottimo tempismo – si muove in diagonale per offrire una possibilità di passaggio a Thiago.

 

Thiago non ha neppure bisogno di fermare il pallone. Suggerimento di prima intenzione con l’esterno destro e passaggio filtrante che coglie impreparati i centrali maltesi.

 

Olmo riceve indisturbato dopo aver compiuto un movimento perfetto, fa sedere i portiere ed insacca con una lucidità da uomo d’area di rigore.

 

Vediamo ora il primo gol siglato in Champions League in questa stagione:

 

Olmo è all’interno del cerchio di centrocampo, in posizione arretrata, mentre altri quattro suoi compagni sono più avanzati. Il pallone si muove con un lancio dal centrale difensivo verso la zona sinistra del campo.

 

L’esterno punta il diretto avversario e, nel mentre, attende la disposizione dei propri compagni. È proprio in questo momento che si può osservare la bravura nell’inserimento di Olmo…

 

…lo spagnolo infatti traccia una linea che corre dritto per dritto fino all’area piccola. Arriva indisturbato a tagliare sul primo palo e riesce nell’anticipo sul portiere. Sarà il gol del momentaneo pareggio.

 

L’uno contro uno

Ma non è con i soli numeri che si riesce a rendere giustizia alle potenzialità di Dani Olmo. Lo spagnolo è soprattutto un giocatore “bello da vedere”, e tremendamente efficace in molte zone del campo e in molte situazioni di gioco. Oltre ai movimenti da prima punta osservati poco fa, Olmo è in grado di utilizzare le sue grandi doti tecniche in maniera funzionale al contesto in cui si trova di volta in volta. Vediamo tre esempi.

1) In contropiede, sfruttando la velocità di base e la capacità di conduzione del pallone:

Contro lo Shakhtar in Champions League, Olmo riceve il pallone dal numero #22 Leovac qualche metro dietro il cerchio di centrocampo e parte per una transizione veloce.

 

Oltre la metà campo, si trova davanti il diretto avversario: lo punta…

 

… lo dribbla in velocità, senza mai perdere il tempismo della giocata.

 

Infatti, dopo aver saltato l’avversario, premia subito l’inserimento alla sua sinistra da parte di Leovac (#22), che aveva iniziato l’azione

 

Olmo serve la palla sulla corsa del compagno, mettendolo in condizione di battere a rete da ottima posizione. Il tiro sarà deviato dal recupero disperato del difensore.

 

2) Nell’utilizzo delle pause, temporeggiando e accelerando secondo necessità:


Sempre contro lo Shakhtar, negli ultimi minuti del match e con la Dinamo avanti di un gol, Olmo si avventa su una palla vagante e, dalla corsia di destra, punta l’area di rigore.

 

Viene raddoppiato ed inizia a rallentare la propria azione, per permettere ai compagni di salire.

 

Appena dentro l’area, decide di fermarsi del tutto e iniziare una serie di finte per tenere impegnati i due difensori in raddoppio (e, perchè no, magari guadagnarsi un rigore).

 

A questo punto l’area si è riempita di compagni della Dinamo e Olmo può  provare a saltare il diretto avversario.

 

Nonostante la marcatura di tre avversari, con finte di corpo ed uno scatto repentino verso il fondo riesce a mettere in mezzo una palla velocissima e velenosa…

… che passa oltre il portiere avversario e arriva sui piedi di Ademi per siglare il momentaneo 3-1.

 

3) Nel gioco nello stretto, per guadagnarsi lo spazio per il tiro.

Primo match di Champions contro la debuttante Atalanta. Olmo riceve palla vicino al cerchio di centrocampo.

 

Verticalizza subito verso il suo compagno in posizione di esterno offensivo…

 

… e chiude un triangolo che lo avvicina all’area, fronte rivolta alla porta.

 

A questo punto, dopo essersi liberato della prima linea di pressione avversaria, può andare a puntare l’area di rigore.

 

Il difensore temporeggia, e il contemporaneo raddoppio impedisce a Olmo di provare il dribbling a rientrare, lasciandogli solo la zona esterna dell’area.

 

Olmo non si scompone: mette a sedere un avversario e salta di netto gli altri due, mettendosi nelle condizioni di battere a rete da ottima posizione.

 

Il futuro

Il destino di Olmo sembra segnato: negli ultimi giorni si è insistentemente parlato di un suo ritorno al Barcellona già a gennaio, anche se la pista si è via via raffreddata e l’ipotesi più probabile rimane quella di un suo trasferimento a giugno.

Barcellona a parte, di sicuro il talento catalano ha suscitato l’interesse di molte squadre di prima fascia, vuoi per le abilità mostrate, vuoi anche per il costo del cartellino non ancora proibitivo (Transfermarkt lo stima sui 35 milioni di euro). Ciò significa che per quest’estate, a meno di accordi ufficiali già nella sessione invernale di mercato, si potrebbe scatenare una corsa all’oro, dove la pepita più preziosa è Dani Olmo da Terrassa.

Quel che è certo è che Dani Olmo ha tutti i numeri per poter fare bene in uno dei campionati di prima fascia. Chissà che il prossimo Napoli post-rivoluzione estiva non voglia farci un pensierino, o magari anche questa Roma in cui Fonseca sta riuscendo a far convivere una dozzina di trequartisti, o perchè no il Milan che fa della linea verde il mantra del suo nuovo corso. Insomma, si capisce che faremmo carte false per vederlo giocare in Italia. Difficilmente succederà, ma sia quel che sia, non deluderci, Dalì Olmo!

 

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