Il tempo di Gabigol

Storia di un amore giovanile, innocente e spensierato


“GABRIEUUUUUUUU!!! GOOOOOOOOOOOOOOOOOL DU FLAMENGO”

 

Così è finita la finale di Copa Libertadores 2019. Con Gabriel Barbosa Almeida detto “Gabigol” che deposita il pallone – il nono nella competizione – dentro la porta degli avversari. Nel caso della finale, le vittime sono gli argentini del River Plate campione in carica. I due gol segnati a distanza di tre minuti, proprio nelle battute finali, sono tra i più facili ma tra i più importanti nella storia calcistica del calciatore brasiliano più discusso del momento.

In attesa di capire cosa succederà nel brevissimo (Mondiale per Club) e breve (calciomercato invernale) periodo, vediamo cosa ci ha detto questa speciale annata, con uno sguardo al recente passato, dell’attaccante verdeoro.

Gabriel Barbosa Almeida è nato a Sao Bernardo do Campo il 30 agosto del 1996. Accompagnato da un soprannome già di per sé carico di aspettative e tracotanza, all’età di 23 anni è già stato per due volte eroe in patria: quando è sbocciato al Santos e quando tre anni dopo è diventato il capocannoniere del Flamengo. Nel mezzo, il fallimento europeo. Le montagne russe su cui si è trovato nelle ultime cinque stagioni sicuramente lo hanno forgiato regalandogli momenti di ascese e cadute degne dei migliori biopic, ma cosa possono raccontarci i numeri? Chi è Gabigol? Il dominatore che ha appena conquistato coppa e campionato in Brasile, o l’impacciata meteora che ha claudicato in Europa?

Montagne russe …

Gabriel Barbosa nasce calcisticamente nel Santos e debutta in prima squadra nel maggio 2013. Gioca con la casacca bianconera fino al 2016. Il 30 agosto l’Inter decide che è il momento giusto per acquistare quello che per molti è il nuovo prodigio del calcio brasiliano, pagandolo 30 milioni di euro. In un anno all’Inter somma 9 presenze (per lo più spezzoni di partita, per un totale di 153’) segnando un solo gol. Rimasto ai margini del progetto tecnico, l’anno successivo viene ceduto in prestito a Lisbona, sponda Benfica, ma al giro di boa del mercato invernale ha registrato una sola presenza da subentrato in campionato e due presenze nelle coppe nazionali (124’ in due gare). L’Inter, nel dicembre dello stesso anno, lo spedisce dove tutto è iniziato, al Santos, e qui Gabigol partecipa a 42 match ufficiali segnando 19 reti in un anno solare.

… e stabilità

Il 2019 di Gabigol parla ancora portoghese. Viene acquistato – sempre con la formula del prestito –  da un Flamengo che per vincere subito ha puntato su tanti cavalli di ritorno dall’Europa, a partire dall’allenatore Jorge Jesus. Diego Alves (Valencia), Filipe Luis (Atletico Madrid), Rafinha (Bayern e Genoa), Gerson (Roma e Fiorentina), Diego (sì, quel Diego), Se la prima parte della stagione 2019 è sembrata iniziare con il piede sbagliato (0 gol in 5 match), per Gabigol tutto è cambiato con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Segna 8 gol nelle successive 6 partite, ed inizia la cavalcata che lo porterà a diventare l’eroe dei rossoneri. 

Dove gioca Gabigol

Quindi, da dove iniziare? Un buon punto di partenza sono le heatmap, che ci consentono di capire in quali zone del campo concentra il suo gioco Gabigol. Consideriamo, per una questione di minutaggio, le ultime due stagioni brasiliane:

La prima cosa che salta agli occhi è, senza ombra di dubbio, uno spostamento di Gabigol dalla zona di ala destra a una posizione più centrale, addirittura dentro l’area di rigore, che ha favorito Gabigol quantomeno nella produzione offensiva. É passato da una Goal Ratio di 0,5 con il Santos a segnare quasi un gol a partita (0,73) con il Flamengo. In proporzione, però, gli 0,5 gol ogni 90’ al Santos hanno avuto un’incidenza maggiore, in quanto la produzione offensiva del Santos 2018 era decisamente inferiore rispetto a quella del Flamengo di quest’anno: il Santos segnava una media di 1,16 gol a partita, contro i 2 del Flamengo. La sostanza, quindi, è che Gabigol il gol, oltre ad avercelo nel soprannome, lo ha un po’ anche nei piedi.

I numeri

Poiché il Flamengo ha giocato la maggior parte delle proprie partite con un modulo che prevedeva un’unica punta (prevalentemente il 4-2-3-1 e, in secondo luogo, il 4-1-4-1) Gabigol si è sempre trovato al centro dell’attacco e mai sull’esterno (se non in rarissimi casi ed in alcuni momenti di partita). I numeri presi in esame qui di seguito tengono conto solo delle prestazioni compiute dal brasiliano che punta centrale.

Ma quanto è incline a partecipare alle azioni? Quanti palloni riceve?

Ad una prima impressione la zona di campo ricoperta costantemente nel Flamengo offre a Barbosa una libertà diversa e lo aiuta in fase realizzativa. Nel Santos Gabigol era molto più responsabilizzato in termini di costruzione di gioco, come dimostrano i passaggi ricevuti e effettuati e il dato di “Usage”, che sono superiori rispetto a quelli registrati col Flamengo. Se a questo associamo la diversa posizione in campo, possiamo notare come il suo spostamento da esterno alto a centravanti puro, avvenuto al Flamengo, gli ha consentito di essere più efficace sottoporta, pur toccando meno palloni e partecipando meno al gioco in fase di costruzione. Da “creatore”, è diventato finalizzatore “puro”, e i numeri ci dicono che questo ha giovato sia a lui che alla compagine rossonera. In Copa Libertadores, con i due gol inflitti al River durante la finale della scorsa settimana, è diventato il capocannoniere con 9 gol in 12 partite. Anche nei vari campionati in cui sono impegnate le squadre brasiliane, Barbosa è il capocannoniere del Brasileirão, con 22 gol in 26 partite. Nel campionato Carioca ha messo a segno 7 reti (1 in meno del capocannoniere, nonché suo compagno di squadra, Bruno Henrique).

Ora, si fa presto a dire che in Brasile può fare gol chiunque. È vero, segna ancora – sporadicamente – un 39enne Ricardo Oliveira (sì, quel Ricardo Oliveira), e Fred – l’originale, non quello del Manchester United – figura tra gli attaccanti andati in gol per il Cruzeiro nel corso di questa stagione. Però, anche in base ai suoi numeri, ci risulta difficile credere che Gabigol sia il giocatore (non) visto nella parentesi europea.

Gabigol e Bruno Henrique

Il suo compagno di reparto e di gol è un esterno che, visto giocare un paio di volte, ci ha subito colpiti. Bruno Henrique è un giocatore assolutamente interessante. Nonostante i 28 anni (classe ’90) è riuscito a fare un salto di qualità non indifferente in termini realizzativi. Oltre ad un’escursione in terra tedesca nell’anno di grazia 2016/2017 (Wolfsburg), in carriera Henrique ha rimbalzato per varie squadre brasiliane senza riuscire a raggiungere mai la doppia cifra di gol segnati. Quest’anno, arrivato alla corte di Jorge Jesus dal Santos come lo stesso Gabigol, si è rivelato un giocatore a tutto tondo, capace di una certa freddezza sotto porta.

Con 32 gol e 13 assist (in tutti e 4 i tornei cui ha partecipato “il Fla”) è stato il partner perfetto di Gabigol. Un calciatore che pur non tirando neppure 3 volte a partita (2,92 con il 51,3% di conversione in porta) ha una media di 0,60 gol ogni 90’, ed effettua 2 passaggi di media su 90’ nella trequarti (con il 75,7% di riusciti). Con una “Usage” di 67 azioni a partita è sicuramente il giocatore che più ha aiutato Gabigol a non dover essere il “fulcro del gioco” come invece era successo nel Santos, e gli ha permesso di concentrare gli sforzi nel suo ruolo di terminale offensivo. Grazie ai due, Jorge Jesus è riuscito a trovare un sistema offensivo molto efficace, come dimostrano i primi e secondi posti (alternati tra i due) nelle classifiche marcatori e in quelle degli assist-man.

Quale futuro per Gabigol?

A questo punto della stagione, sappiamo che il prossimo impegno di Gabigol e del Flamengo sarà la Coppa del Mondo per Club. Ma, subito dopo, in Europa aprirà il fatidico mercato di riparazione. Ci cimenteremo ora in una perigliosa ma intrigante speculazione sul futuro, che vede Gabigol tornare a casa come il figliol prodigo, ed essere accolto dal padre Conte, che invece di ammazzare il vitello grasso decide di dargli una possibilità come prima riserva offensiva dell’Inter. Cerchiamo dunque di immaginare quale apporto e supporto potrebbe dare Gabigol alla coppia di innamorati calcistici più in voga del momento: parliamo, ovviamente, della Lu-La! 

Non ce ne voglia il giovanissimo e promettente Esposito, ma crediamo che Gabriel Barbosa possa diventare un uomo importante nelle rotazioni di Conte perché potrebbe ricoprire entrambe le posizioni dei due attaccanti in questione. Come possiamo notare dal grafico qui sopra, Gabigol ha una “Usage” minore sia del suo compagno di squadra odierno (Bruno Henrique) sia dei due (forse) futuri compagni di spogliatoio (Lukaku e Martinez). La differenza tra i numeri di Lukaku e quelli di Gabigol, per quanto riguarda il coinvolgimento all’interno delle azioni (offensive/difensive) non è così netta ed è sicuramente colmabile. Come vedremo più avanti, a partire dalle heatmap, probabilmente Barbosa potrebbe essere anche il miglior sostituto per Lautaro Martinez (sopratutto per quanto riguarda il modo di interpretare la fase offensiva).

In questo quadro, Gabigol, diventerebbe un’alternativa sia per Lukaku (entrambi mancini e che non disdegnano servire i compagni e partire “da lontano”), che per Lautaro: i due hanno una fisicità e un atletismo molto simili, ed entrambi nell’ultima stagione hanno decisamente avvicinato il proprio raggio d’azione all’area di rigore, restituendo benefici in termine di realizzazione e risultati della propria squadra. Ma i numeri della Lu-La per quanto riguarda l’efficienza offensiva, quali sono? Come si potrebbe integrare il brasiliano?

Come si può notare da questo grafico, i tre potrebbero essere – ancora una volta – complementari. L’efficienza di Lukaku è spaventosa, ma la Goal Ratio di Martinez è identica a quella di Gabigol visto al Flamengo, mentre la sua Assist Ratio è molto simile a quella di Lukaku. Insomma, i numeri collezionati fin qui ci dicono che Gabigol – se messo nelle giuste condizioni, quelle che potrebbe offrirgli questa Inter – potrebbe essere in grado di sostituire entrambi gli attaccanti nei momenti di bisogno.

Qui sopra invece diamo un’occhiata ai passaggi. Il numero di passaggi ricevuti (media su 90’) di Martinez e Lukaku è simile, mentre quello di Gabigol nel Flamengo è sensibilmente più alto (quasi 8 in più a partita). Questo dato è molto importante se lo compariamo al numero di passaggi effettuati. Possiamo vedere che Lukaku riesce a fornire un alto numero di passaggi rispetto al basso numero di palloni ricevuti. Per quanto riguarda Martinez (che ha numeri, in proporzione, molto più simili a quelli di Gabigol) da segnalare è la bravura dell’argentino nell’essere incisivo a fronte di così pochi palloni toccati. Ma come fanno Lukaku e Martinez a giocare più palloni di quelli che ricevono? Semplice: se li vanno a prendere.

Il grafico qui sopra riporta l’incidenza “difensiva” dei tre attaccanti e mostra come soprattutto Lautaro sia portato a mettersi a disposizione della squadra anche senza palla: ingaggia 4,5 duelli a partita e intercetta due palloni ogni 90’. Lukaku ha medie simili, mentre Gabigol è decisamente più attardato. Se da questi grafici risulta chiaro come gli attaccanti dell’Inter partecipino al gioco anche difensivo della loro squadra (con buoni risultati, peraltro), è tutta da verificare l’attitudine e la capacità di farlo da parte di Gabigol, che tanto nel Santos quanto nel Flamengo era praticamente svincolato da compiti di recupero palla. Insomma Gabigol non potrebbe evitare la fase difensiva. Non è Icardi e Conte sappiamo essere parecchio intransigente rispetto ai suoi dettami ed alla propensione difensiva di tutti gli elementi della squadra. È qui dunque che si annida il grande punto di domanda sull’eventuale integrazione di Gabigol nell’Inter.

Dove l’ho già visto quel gol? 

Fino a questo punti abbiamo fatto un gran parlare di numeri e statistiche, e siamo arrivati alla conclusione che a conti fatti, Gabigol ha le potenzialità per poter affiancare i suoi ipotetici compagni di reparto nella rosa dell’Inter. Adesso però diamo la parola al campo: l’intento è verificare se le giocate, i movimenti, le letture di Gabigol possono davvero essere compatibili con il gioco e le richieste tecnico-tattiche di una squadra come l’Inter. Per farlo, abbiamo deciso di concederci un piccolo divertissement. La nostra idea è quella di comparare alcuni gol segnati – o fatti segnare – da Gabigol nel Flamengo con alcune delle prodezze della coppia Lukaku-Martinez. Il risultato è che le somiglianze e le affinità non sono solo statistiche, ma pure visive. Vedere per credere!

Gerson #8 pennella un cross dalla sinistra per l’incornata di Gabigol che compie il movimento adeguato andando a infilarsi tra i due centrali difensivi

Quasi dalla stessa zona di campo, Sensi #12 crossa in area un pallone preda di Martinez, che è piazzato alle spalle di un centrale e davanti al secondo difendente

In questo caso il gol di Barbosa che decide la finale della Libertadores è uno di quelli “prepotenti” ottenuti grazie a forza fisica e velocità di esecuzione

La differenza tra questo gol di Lautaro e quello di Gabigol è solo la porzione di campo che ha dovuto percorrere palla al piede “el Toro”. Anche in questo caso, però, la forza fisica e la velocità d’esecuzione stanno alla base della rete segnata

Qui Gabigol nel ruolo di assist-man ricorda in maniera impressionante la giocata di Lukaku e il suo primo assist per Lautaro in Inter – Slavia Praga di Champions

Discesa sulla fascia destra, finta, controfinta, palla messa al limite dell’area piccola per la girata del compagno. Si fossero messi d’accordo, non sarebbero riusciti a essere così bravi

In una fase di recupero del possesso, una ripartenza fa si che Gabigol si possa trovare contro due uomini. Li impegna entrambi e poi scarica il pallone verso Bruno Henrique

Anche in questo caso dopo un recupero palla, Lukaku impegna due uomini con una serie di finte e pseudo-dribbling e serve perfettamente la palla a Lautaro che segna con un gran destro al volo

Gabigol è megl’E Pelè?

Certamente no. Probabilmente non è neppure meglio di Lautaro e Lukaku ma non è certo il giocatore che (non) abbiamo visto nelle scorse stagioni in Italia e in Portogallo. Quello che sta concludendo la stagione al Flamengo sembra un giocatore maturo, che è riuscito a conquistare il ruolo di titolare e trascinatore tecnico della squadra campione del Sudamerica. Un giocatore che ha giocato e segnato tanto in una squadra nominalmente brasiliana, ma di forte impianto europeo, sia nei suoi interpreti principali che nell’assetto voluto dal suo allenatore. Quindi alla domanda “Gabigol è pronto per l’Europa?”, ci sentiamo di rispondere che sicuramente adesso lo è molto di più rispetto a due anni fa, e che forse sta arrivando il momento di concedergli una chance come si deve. Certo, per l’Inter sarebbe folle sostituire uno tra Lukaku e Martinez con Gabigol in questo momento, e anche solo ipotizzare uno scenario del genere sarebbe sufficiente per farsi cacciare da qualsiasi panchina. Ciò non toglie che nei due anni di esilio oltreoceano, Gabigol ha raccolto numeri che ancora non aveva mostrato. Speriamo che arrivi presto l’occasione di (ri)vederlo messo alla prova nel contesto più competitivo del calcio europeo. Per risolvere definitivamente ogni dubbio, in un senso o nell’altro. 

[I dati e le statistiche riportati nell’articolo sono tratti dal sito Wyscout.com]

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