Il rituale del Meishi Koukan

Il biglietto da visita del vostro nuovo giapponese preferito


Incastonato tra le Alpi nel cuore dell’Europa, il campionato austriaco merita una menzione e un posto speciale nei cuori degli appassionati di calcio prima di tutto per la sua improbabile e divertentissima formula. Si affrontano dodici squadre, con gironi di andata e ritorno. Dopo le ventidue giornate complessive, i punti di ciascuna squadra vengono dimezzati e il campionato prosegue in due gruppi separati: le prime sei squadre giocano per il titolo di campione e per i posti di qualificazione alle competizioni europee, mentre le ultime sei giocano per evitare l’ultimo posto, e di conseguenza la retrocessione. In mezzo, una pausa lunga da dicembre a gennaio inoltrato.

Tra le squadre più interessanti e polarizzanti della Bundesliga austriaca (sì, anche quella austriaca si chiama Bundesliga), si piazza senza ombra di dubbio il Red Bull Salisburgo, espressione dell’esperimento-franchigia portato avanti non senza polemiche dal colosso multinazionale Red Bull. Qui, tra palle di Mozart e mercatini natalizi, negli ultimi anni si sono distinti molti giocatori in grado di raggiungere i top club del calcio europeo.

Dal RB Salisburgo sono passati, tra gli altri: Dabbur, Upamecano, Igor, Berisha, Lazaro, Haidara, Schlager, ma sopratutto Naby Keità e Sadio Manè. Molti di loro sono stati ceduti durante la lunghissima pausa invernale, grazie al (o per colpa del) famigerato mercato di riparazione che si svolge a gennaio. E’ probabilmente anche per questo che negli anni passati, l’incisività europea del RB Salzburg post-sosta “natalizia” si è spesso ridotta ai minimi termini, vedendo la squadra privarsi dei giocatori più incisivi a metà anno.

I prossimi due nomi sul taccuino degli uomini di mercato di mezza Europa sono espressione diretta del melting-pot calcistico che da tempo caratterizza la squadra austriaca. Uno è quell’Erling Haaland che si sta dimostrando anello di congiunzione tra l’attaccante e il treno merci; l’altro è un giapponese ancora giovane ma già forte di cinque anni di militanza nel Salisburgo. Stiamo parlando di Takumi Minamino, centrocampista offensivo ventiquattrenne che pare essere già stato acquistato nientemeno che dal Liverpool, in un’operazione che dovrebbe concretizzarsi fin da gennaio.

Who the hell is Minamino?

Takumi Minamino (南野 拓実) nasce a Izumisano il 16 gennaio 1995 e inizia la trafila delle giovanili nel Cerezo Osaka, la squadra dei ciliegi. Nel novembre del 2012 debutta con la prima squadra e ci rimane fino al dicembre del 2014, anno della retrocessione nella seconda lega per i ciliegi di Osaka.
Per Minamino è il momento di sbocciare, e dopo 62 partite disputate, 7 gol, 6 assist ed un’ultima stagione giocata assieme a Diego Forlan in J1 League, la chiamata dei Tori austriaci diventa una ghiotta opportunità.
Per 800mila euro, il giapponese, inizia la sua carriera in Bundesliga nel gennaio 2015:

Come si può notare dalla heatmap, Minamino è un giocatore polivalente per quanto riguarda le zone di campo in cui può giocare. Destro naturale, gioca su entrambe le fasce e, talvolta, è impiegato anche in mezzo al campo. Occasionalmente si è trovato a giocare punta, anche se le sue dimensioni non sono propriamente da ariete d’area di rigore.

Why the hell Minamino?

Oltre ad avere uno dei tridenti più devastanti al mondo (Manè-Salah-Firmino), la squadra di Klopp ha pure riserve degne di nota come Origi (punta centrale), Shaqiri (nostra vecchia conoscenza sulla fascia destra), Oxlade-Chamberlain (duttile centrocampista/esterno offensivo) e Lallana (trequartista inglese un po’ relegato ai margini). In questo universo di campioni e nomi noti, perché proprio Minamino?

Innanzitutto, perché il prezzo era invitante (poco più di 7 milioni di sterline) per un giocatore che ha ben figurato sopratutto contro i Reds proprio nel girone di Champions di quest’anno (gol ed assist, per il giapponese, nella sfida di andata proprio ad Anfield).
In secondo luogo, perché un’ala abituata a giocare in entrambe le fasce può fare comodo sopratutto per la mole di partite giocate dalle squadre in Inghilterra. E forse, aggiungiamo noi, è meglio provarlo in questi primi sei mesi per valutarlo in vista del prossimo anno, quando rientrerà alla base anche Harry Wilson, giovane esterno destro del vivaio in prestito al Bournemouth – 14 presenze, 6 gol ad oggi in Premier -, e le scelte di mercato del Liverpool potrebbero essere molteplici.

Il campo

Cosa ci racconta Minamino in campo?
Partiamo proprio dal gol e dall’assist siglati contro la sua ormai nuova squadra.

Il Salisburgo batte velocemente una punizione a centrocampo. Il #9 del Salisburgo, Hwang, viene servito sulla fascia sinistra mentre Minamino, nel cerchio di centrocampo, inizia la sua corsa verso l’area di rigore.

Minamino scatta verso l’area e dal centro del campo si sposta verso la zona destra. Nello stesso tempo Daka (#20) si muove anche lui dal centro verso destra.

L’ultimo movimento dI Daka risulta ottimo perché – dopo essere andato a destra – ritorna verso il centro creando confusione ai due centrali e lasciando Minamino libero di concludere al volo grazie all’assist perfetto del sud-coreano Hwang.

In questa azione, la palla sbuca dall’out di destra e finisce in area, nella zona di Fabinho e Minamino. Entrambi stanno compiendo un movimento per uscire dall’area di rigore.

Minamino è il più svelto dei due a ritornare sulla palla e, con il controllo, si trova ad affrontare Van Dijk (#4).

Minamino sfida Van Dijk ed intelligentemente, invece che provare a dribblarlo, si spinge sul fondo e riesce a mettere un pallone solo da appoggiare in rete, sui piedi di Haaland.

Quelli che abbiamo visto sono il gol del 3-2 e l’assist per il momentaneo 3-3. Non male, come biglietto da visita.

Ma, come già accennato, Minamino non è solo un esterno offensivo che punta l’uomo e crossa.
Nel primo match disputato in Champions quest’anno dal Salisburgo (terminata con il roboante risultato di 6-2 ai danni del Genk), Minamino ha messo in mostra tutto il suo repertorio di assistenze dalle altre due zone di campo che ancora non abbiamo osservato:

La palla esce dalla fascia sinistra e va all’indietro verso il centrocampista del RB Salzburg. Minamino, al centro dell’area, comincia un movimento per andare incontro al pallone e chiama la palla al compagno.

Favorito dalla sua solitudine (nessun avversario lo segue) Minamino può ricevere il pallone e girarsi al limite dell’area con buon tempismo.

A questo punto, Minamino stoppa a seguire il pallone e si orienta verso la porta. Il primo difensore, in ritardo, manca l’intervento…

…Si fa sotto un secondo difensore che viene saltato con un tunnel. Minamino serve la punta Haaland che può segnare, indisturbato, il primo gol in Champions.

In quest’altra occasione, il suo assist arriva da sinistra:

Come possiamo notare, siamo prima della linea di metà campo e Minamino è in possesso della palla mentre un difensore tenta di contrastarlo.

Con un colpo sotto al pallone ed un piccolo salto, Minamino vanifica la scivolata del difensore.

A questo punto può correre indisturbato fino ad arrivare quasi a fondo campo. Alza la testa e vede il movimento (ed il gesto eloquente) di Haaland verso il secondo palo.

Un cross preciso per direzione e tempismo mette nelle condizioni il norvegese di segnare il gol del 5-1 (nel solo primo tempo).

Come abbiamo potuto notare, il quasi 25enne giapponese è un giocatore in grado di giocare in molte posizioni e situazioni: sotto pressione, nell’uno-contro-uno, in transizione, per l’ultimo passaggio… In generale, ha dimostrato di saper effettuare buone letture che lo mettono in condizione di scegliere la giocata migliore in molte situazioni.

Numb3rs for Minamino

Minamino ad oggi ha disputato quasi 1500 minuti (1488 per l’esattezza) tra Bundesliga austriaca e Champions League. Ha una “Usage” di 74,7 azioni su 90’ ed è davvero un giocatore duttile, sopratutto se osserviamo da vicino i suoi numeri di questa stagione.

Fase offensiva:

Il giapponese non eccelle in nessun aspetto offensivo ma questo, paradossalmente, è ciò che fa di lui un giocatore sopra la norma, quantomeno dal punto di vista statistico: è in grado di mantere numeri e standard di prestazione piuttosto elevati, pur non avendo a disposizione moltissime occasioni per essere decisivo.
Per fare un esempio concreto, segna poco meno di un gol ogni due partite (0,42) e tira poco più di 2 volte a partita (2,24). Di questo secondo dato, i tiri nello specchio della porta sono il 45,9 %. Va da sé che tira in porta all’incirca un tiro ogni 90’ di media. Statisticamente dunque, ogni due tiri indirizzati arriva un gol. Una media tutt’altro che banale.

Fase difensiva:

L’aspetto più interessante della fase difensiva di Minamino – oltre a collezionare un numero quasi uguale di duelli offensivi e difensivi – è il numero di intercetti e di palle recuperate. Sono un’enormità se pensiamo a quali zone del campo calca il giapponese. Un confronto che può essere proposto – nonostante la differenza di contesto – è quello con Sadio Manè: il senegalese, punto fermo dei Reds, tra Premier e Champions League intercetta 1.88 palloni ogni 90’ e ruba 3,67 palle a partita. Per quanto riguarda poi le palle rubate, sono il 65,4% quelle catturate da Manè nella metà campo avversaria, mentre per Minamino sono il 56,3%.
Considerato il diverso baricentro tra le due squadre (più alto il Liverpool di Klopp, più basso il Salzburg – sopratutto in Champions League), si capisce come Minamino sia un ottimo giocatore anche quando è impegnato nei ripiegamenti difensivi.

Fase d’impostazione:

Per finire, i numeri della fase di impostazione confermano l’importanza e la centralità di Minamino ad oggi, oltre alla sua efficacia:. Il 77,3% dei suoi quasi 40 passaggi di media arriva a bersaglio. A fronte di ciò, riceve circa trenta passaggi a partita: ciò significa che è lui per primo a prendersi grandi responsabilità creative e di gestione del pallone. Lo dimostrano anche i passaggi in area e nella trequarti, che hanno una percentuale di riuscita superiore al 55%.

Insomma questi numeri ci fanno pensare che Minamino possa diventare un comprimario assolutamente eccellente, anche all’interno di un gruppo di supercampioni come lo è il Liverpool. Come farà il Salisburgo senza di lui, invece, è una domanda che si dovranno porre soprattutto i poveri supporter della squadra austriaca.
Addio e grazie per tutto il pesce, Takumi!

[I dati e le statistiche riportati nell’articolo sono tratti dal sito Wyscout.com]

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